Calazio

Si tratta di un’infiammazione cronica  localizzata di tipo granulomatosa dovuta all’ostruzione di una ghiandola di meibomio più frequentemente a localizzazione palpebrale superiore. Si può presentare sotto forma di nodulo benigno autolimitante oppure di edema palpebrale dolente che induce astigmatismo corneale. 

QUALI SONO LE CAUSE? 
Le cause più frequenti di calazio sono la dermatite seborroica, la blefarite cronica, una scarsa igiene palpebrale, lo stress, alti livelli ematici di lipidi, l’ance rosacea.

CHE TIPO DI TERAPIA VIENE USATA? 
Solitamente, in fase iniziale, si procede a una terapia conservativa a base di impacchi caldi e all’applicazione di pomate a base di antibiotici e cortisonici e, nel caso di mancata risoluzione, si procede a intervento di incisione e di curettage del calazio stesso che può avvenire sia per via transcongiuntivale che per via transcutanea(nel secondo caso risultano necessari l’applicazione di punti di sutura, che verranno poi rimossi a distanza di 7 giorni). 

IL MIO METODO DI CURA 
Io propongo ai miei pazienti, in alternativa alla chirurgia, l’infiltrazione intralesionale di triamcinolone acetonide(un steroide) da 40 mg/ml. L’infiltrazione avviene solitamente per via transcongiuntivale (tranne che in caso di imponente edema palpebrale laddove si preferisce la via transcutanea) e il dosaggio è di 2 mg/0.05 ml per un calazio di diametro1.5 mm. Il successo dell’infiltrazione del calazio è sovrapponibile all’intervento chirurgico e l’unica complicanza risulta essere una persistenza del farmaco a livello palpebrale, che tuttavia tende a risolversi nel tempo. Dal punto di vista diagnostico, in caso di calazio, eseguo un’ecografia oculare di tipo UBM per scongiurare neoformazioni maligne. 

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